La "Landriani" nasce alla fine del 1917, in Via Bologna 33 a Torino, per

l'iniziativa dell'Ing. Giuseppe Landriani.

Durante il secondo conflitto mondiale e precisamente nell'anno 1942, lo stabilimento è bombardato. Veniva pertanto aperto un secondo stabilimento a Ceres, in valle di Lanzo, producendo in scala ridotta la stessa gamma di utensili.

Nel 1945 si afferma il periodo della "Ricostruzione" e la fabbrica di Torino riprende in pieno l'attività.

L' Ing. Landriani trovava, nel frattempo, una eccellente collaborazione nella presenza dell'ing. Ippolito Piccioni che dava un particolare impulso alla progettazione, al calcolo ed alla costruzione delle brocce.

Nel 1948 giunge anche il figlio dell'Ing. Landriani, il dott. Glicerio che, oltre ad occuparsi della costruzione delle brocce, estende la specializzazione nei confronti di quelle elicoidali, costruendo la prima affilatrice specifica per questa produzione, la "nonna" della Elicoidal.

Nel 1958 l'Ing. Giuseppe Landriani moriva, lasciando un vuoto incolmabile sia sul piano umano come pure in quello tecnologico, essendo riconosciuto come un vero Maestro.

L'Azienda si stava comunque espandendo acquisendo la struttura di Società per Azioni, con l'Ing. Piccioni quale Amministratore.

In parallelo alle brocce l'Azienda offriva al mercato una gamma di macchine affilatrici e profilatrici per brocce.

Esse si distinguevano in tre classi: affilatrici per brocce a sezione circolare (Simplex) per brocce rettangolari (Minor e Rectangolar) e per entrambi i tipi (Universal 2 ed Universal 3).

Il Figlio dell'Ing. Piccioni, dott. Cesare, da alcuni anni già presente in Azienda acquisiva un ruolo importante, impratichendosi sia nella gestione come pure occupandosi della tecnologia di queste speciali macchine.  Per suo merito si apriva il mercato dei Paesi dell'Est.

Uscivano anche le prime rettificatrici per filettature (Elicovis) e quelle destinate alle viti-coclee degli estrusori (Elicoclex).  Nel 1986 la fabbrica si trasferiva a Brandizzo, decisione obbligata dalla Legge per la de - industralizzazione urbana, avente lo scopo di eliminare dalle città le industrie e gli opifici.

Nella nuova unità produttiva veniva attribuito uno speciale sviluppo a quello che era sempre stato il     sogno del dott. Cesare Piccioni:il CNC.

                                                       

Fra le macchine a controllo numerico realizzate in questa epoca viene ricordata la Elicovis 1500 capace di produrre in automatico grandi viti di trasferimento e viti senza fine. 

Il CN ha offerto grandi vantaggi: la semplificazione delle trasmissioni, il compenso dei giochi, una automazione di processo ed una precisione impensabile con macchine tradizionali.

Il massimo traguardo tecnologico viene raggiunto con la costruzione di due dispositivi controllati e cioè il divisore elettronico ed il "profilettron", per la sagomatura in automatico delle mole.

Il divisore elettronico è in grado di dividere l'angolo giro in 3600 parti. Il profilatore elettronico dispone di tre assi controllati, due lineari ed uno rotatorio.

Il profilettron realizza ogni tipo di sagomatura su brocce, alberi, punzoni e tamponi.

Lo stabilimento di Brandizzo si orienta essenzialmente nella produzione di brocce di ogni tipo, in particolare elicoidali, brocciatrici e macchine speciali per brocce.